Rivoglio la mia Italia

La ricerca rimane senza microscopio

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Nei Giorni 21 - 22 Gennaio 2010 presso il laboratorio nanodiagnostics viene smontato il microscopio e portato presso l'università di Urbino. Intervista al dottor Stefano Montanari.

"Ci portano via il microscopio, ma il cervello e il cuore sono impossibili da rubare." Visita il sito: www.stefanomontanari.net

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Termini Imerese: sesta notte sul tetto per gli operai della Delivery Email

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Non accenna a placarsi la protesta che vede coinvolti diversi operai della Delivery Mail, saliti sul tetto di uno dei capannoni dello stabilimento Fiat di Termini Imerese per protestare contro il licenziamento che sarà valido per loro dal prossimo 1 febbraio.

La Delivery Email, una delle aziende dell'indotto generato dello stabilimento siciliano, si è finora occupata della pulizia dei cassoni usati nella produzione delle auto, un incarico dal quale la ditta è stata sollevata a causa della decisione di Fiat, intenzionata ad occuparsi in proprio della pulizia causando quindi il licenziamento del personale della Delivery Email, cosa che ha dato il via alle proteste degli operai, decisi ad opporsi alla decisione.


Proteste che vanno avanti ormai da giorni, tanto che, quella appena passata, è stata la sesta notte che ha visto ben 13 operai assiepati sul tetto tra il freddo e i gas scaricati nell'aria dalle ciminiere dello stabilimento. Un modo per far conoscere la propria situazione deciso quanto pericoloso però, al punto che nei giorni scorsi 3 operai sono stati fatti scendere per questioni di salute.

Così, proprio per ovviare a questa situazione, è previsto per oggi un vertice in prefettura a Palermo, dove si cercherà un incontro per discutere con i Sindacati e cercare una soluzione al fine di porre fine alla protesta.

Per ulteriori dettagli andate QUI

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E adesso, al lavoro!

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Scritto da Stefano Montanari
venerdì 22 gennaio 2010

E così l’allegra combriccola ce l’ha fatta. La signora Bortolani, un manipolo di casalinghe desiderose di partecipare ad un gioco eccitante come le belle lapidazioni di un tempo, una “scienziata” a piede libero grazie alla legge Basaglia, un paio di “giornalisti” tanto coraggiosi da non temere nemmeno le loro stesse bassezze, e il signor Giuseppe Grillo il quale ha benevolmente prestato il suo placet all’operazione hanno portato a compimento una gloriosa missione che li vedeva silenziosamente impegnati da quando io mi sono “messo in politica” all’inizio del 2008.
Oggi, sotto l’attenta supervisione del professor Stefano Papa, preside della facoltà di Scienze dell’Università di Urbino, si è dato l’ultimo colpo di martello sulle casse che contengono quello che fu il nostro microscopio. Così, adesso io sono dovutamente imbavagliato
grazie a qualcuno che ha fatto esattamente il contrario di quanto strepita nelle piazze e nei palasport inebriato dal delirio dei suoi ragazzotti, qualcuno che mi tirò, a suo tempo, il simpatico scherzetto di farmi lavorare a mie spese per fargli pubblicità come mecenate della scienza e poi, fatta la festa, ha gabbato il santo. Colpa mia: ci sono cascato come un allocco così come prevede ogni scherzo ben congegnato.
La Bortolani? Lasciamo perdere: quando riuscirò finalmente a vedere i movimenti bancari relativi alla famigerata raccolta fondi, quei movimenti che, chissà perché, mi sono tenuti accuratamente nascosti, forse avrò molto da dire. Per ora, mi limito a rifarmi a http://www.stefanomontanari.net/index.php?option=com_content&task=view&id=1856&Itemid=1
Ora la palla passa a loro, a chi mi ha tolto la possibilità di ricerca. Tutti coloro che giornalmente mi chiedono aiuto possono rivolgersi con fiducia a questi degni personaggi, confortati dalla scienza dell’Università di Urbino che, certo per modestia, non ha mai partecipato ad un congresso di nanopatologie, non ha mai partecipato ad un progetto di ricerca, non ha mai scritto una riga. Comunque, lasciate il tempo perché questi scienziati scaldino i motori e vedrete che meraviglia. Intanto, magari qualcuno cominci a chiedere quali programmi abbiano, visto che quel microscopio è stato pagato dai donatori che avevano creduto a tutt’altra destinazione per la loro generosità. La mail del rettore, il professor Stefano Pivato, èrettore@uniurb.it.
Ad oggi nessuno di quell’università si è fatto vivo per avere idea di che diavolo siano queste nanopatologie, forse certi che basti sedere dietro una cattedra per avere la scienza infusa. Ma, se è vero che la consapevolezza della propria ignoranza è la molla indispensabile della conoscenza, mi pare di non intravvedere gran che nel futuro. Certo, sono in errore.
E un po’ di perplessità mi desta il comportamento del rettore che sarà pure magnifico ma che di creanza ne ha pochina. Se io avessi ricevuto un regalo da 378.000 Euro come è capitato a lui, almeno una telefonata di ringraziamento a chi si è massacrato per mettere insieme quella somma io l’avrei fatta. Ma la spocchia deve far parte del personaggio come lo è l’ermellino che ne adorna le spalle.
Venendo al pratico, noi non abbiamo alcuna convenzione che ci permetta di accedere al nostro microscopio, sia pure secondo l’ignobile farsa allestita dalla signora Bortolani e veicolata dall’immancabile signor Grillo secondo cui noi potremo fare ricerca laggiù utilizzando “almeno una volta la settimana” il nostro apparecchio. Ad oggi, nonostante le mie insistenze con il professor Papa, non abbiamo la possibilità di lavorarci nemmeno alle ridicole condizioni graziosamente concesseci.
E, restando al pratico, adesso avremo bisogno di un altro microscopio, sempre che non si preferisca davvero che la ricerca risulti imbavagliata, nel qual caso, chiudiamo qua per la soddisfazione di tutti.
Però chi non se la sente di cedere all’arroganza di chi difende interessi che non ha nemmeno il coraggio di confessare, può contribuire al finanziamento della ricerca, ricerca che ha bisogno subito di rimpiazzare la voragine acquisendo un altro microscopio. Basterà rinunciare ad una serata in discoteca o al ristorante o, magari, allo spettacolo di qualche comico.
L’associazione Onlus Ricerca è Vita raccoglie donazioni allo scopo, e, se donare qualche Euro non è certo obbligatorio, è, però, un atto di dignità ed un rifiuto ad essere presi in giro. http://www.stefanomontanari.net/index.php?option=com_content&task=view&id=1521&Itemid=1 è il link per avere informazioni in proposito. Si sia avvertiti: stavolta il microscopio sarà intestato a noi e, sa la cosa non piace, non si doni un centesimo.
L’ IBAN dell’Associazione Ricerca è Vita è IT 38 L 07601 028 000000 93844736, mentre il numero di conto corrente postale è 93844736.

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Malavventurato giorno

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Pensavo ad Haiti, a quell'immane tragedia, e subito riaffiora il ricordo dello Tsunami del 26/12/2006 nell'arcipelago Indonesiano che provocò la morte di oltre 200.000 persone. Si parla di moltissimi morti, e il numero è destinato a crescere giorno per giorno, potrebbe superare quello dello Tsunami, ma il punto non è questo: per l'Indonesia la solidarietà è scattata praticamente subito, perché ad Haiti è così lenta? Tutti quei bambini, che ne sarà di loro? Non sono un sentimentale, ma la coscienza umana regna in ogniuno di noi e con questa lettera, di un amico volevo ricordare questo popolo.

Pensando ai nostri figli ad Haiti e ovunque i diritti umani sono calpestati
Malavventurato giorno
quando un infante afflitto
non può correre
con il pensiero
verso il tempo avvenire
Tra l’indifferenza di tanti
e di chi è privo di luce
negli occhi.
là dove iene voraci
spargono sangue innocente
non tutti i salmi
terminano… in gloria.
Dolce fantolino.
Dolce cucciolo.
Dolce bambina.
Mettere al mondo
una creatura
non può
non può
alimentare la fame…
partorire la tristezza
e il dolore:
un sonno eterno
innaturale
che languidi potenti
privi di scrupoli
hanno trasformato in legge…
Hanno trasformato gli edifici in caserme:
le Chiese in tribunali requirenti:
e acqua e terra e sole e aria
in proprietà privata
per pochi…
E corpi inorganici
adagiati in superficie o dentro il suolo
in un arsenale
che accoglie ordigni di morte.
Noi chiediamo semplicemente che ogni bruco
possa divenire farfalla…
E un cucciolo correre
verso il futuro…
La carestia e le guerre
come le ingiustizie ed ogni devastazione
sono l’opera
di chi odia il genere umano.
La pena capitale
aleggia tra personaggi d’ogni età
e d’ogni condizione
tra i miseri e gli ultimi
e tu…
danza
per la pioggia e per il sole
per il fuoco e gli oceani
per il vento e i diritti
per curare la grande Madre.
E poi… prendi tra le braccia
quel fantolino
Stringilo forte al tuo petto
Che senta i battiti del tuo cuore
La tua anima
Il tuo pensare
E apriti al suo sorriso:
non è molto
ma può bastare
può essere sufficiente
per iniziare il viaggio
verso un buon domani.
Per riprendere la strada della ribellione.
I parassiti hanno sempre temuto la nostra fantasia.
Hanno sempre temuto le gocce inventate dalla ragione…

Michele Capuano
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Ecosia, il nuovo motore di ricerca web

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Volevo segnalarvi questo motore di ricerca " VERDE " Con un clik salvi 2 metri quadrati di foresta pluviale, quanto sia vero non lo so, ma provare a fare una ricerca in rete con Ecosia non costa nulla, ma se è vero ben venga: io l' ho impostato come predefinito, voi...
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AIUTATECI ad impedire l'ennesimo (e scandaloso) STOP alla ricerca sulle NANOPATOLOGIE !!!

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Per salvare la ricerca sulle nanopatologie, evitando che il microscopio elettronico venga scippato agli scienziati che le studiano, UNICI IN ITALIA E TRA I POCHI NEL MONDO, vi prego di aiutarmi a sommergere i seguenti indirizzi con il messaggio che trovate di seguito

info@bortolanionlus.it, info@beppegrillo.it, beppe@beppegrillo.it, rettore@uniurb.it, diramm@uniurb.it
AIUTATECI ad impedire l'ennesimo (e scandaloso) STOP alla ricerca sulle NANOPATOLOGIE !!!

Entro settembre VENGONO A SEQUESTRARE il microscopio a MODENA !!!

DIFFONDETE LA NOTIZIA DI QUESTO NUOVO FURTO DA PARTE DELLE LOBBY DELL'INCENERIMENTO !!!

Per la nostra salute e per il bene delle future generazioni......
Gentili Signori,

siamo un gruppo di donatori che, tempo fa, hanno aderito alla raccolta fondi in favore della ricerca di Antonietta Gatti e Stefano Montanari sulle nanopatologie, raccolta fondi finalizzata all'acquisto di un microscopio con cui i due ricercatori avrebbero potuto continuare le loro ricerche interrotte quando era stato levato loro un precedente microscopio, per ragioni burocratiche e passaggi di proprietà tra enti.

Misteriosamente ci troviamo ad assistere al ripetersi di questo iter: la Bortolani Onlus, depositaria formale della proprietà del microscopio attualmente istallato nel laboratorio modenese di Gatti e Montanari, ha improvvisamente, deliberatamente e silenziosamente donato il suddetto microscopio all'Università di Urbino con decorrenza da OTTOBRE 2009, senza avvisare né gli scienziati, né i donatori della raccolta fondi, e ancor più grave e assurdo, nonostante nell'Università di urbino non figuri nessuno che faccia ricerca sulle nanoparticelle, e nonostante non abbiano le attrezzature di supporto necessarie, e nessuno in grado di usare tecnicamente tale strumento per le ricerche sulle nanopatologie (vengono a sequestrare entro questo SETTEMBRE !).

Sottrarre il microscopio ESEM a Stefano Montanari e Antonietta Gatti, oltre che costituire una truffa nei confronti dei donatori della raccolta fondi istituita per la loro ricerca, significa:
A) che il progetto europeo attualmente in atto non potrebbe essere terminato;

B) che gli studenti universitari che stanno usando il microscopio elettronico presso il laboratorio Nanodiagnostics di Modena per le loro tesi non si laureerebbero;

C) cosa più grave di tutte, che gli scienziati non potrebbero continuare la loro ricerca sulle nanopatologie, ricerca all'avangiardia e di interesse internazionale.

Abbiamo letto che i motivi che hanno spinto la Bortolani onlus a comportarsi in questa maniera sinistra, risiederebbero nel sotto-utilizzo del microscopio da parte del duo Montanari/Gatti.

Ora, a parte il fatto che non ci risulta che NESSUNO della suddetta onlus abbia mai messo piede in laboratorio né abbia la preparazione sufficiente per determinare i tempi e i modi per svolgere una ricerca scientifica, ma ha la Bortolani Onlus dimenticato che la causale delle donazioni fatte da privati cittadini di tutta Italia era specificamente "per la ricerca sulle nanopatologie di Antonietta Gatti e Stefano Montanari"?

Inoltre ecco uno scarno elenco dei risultati raggiunti con il presunto "sotto-utilizzo" del microscopio da parte dei due scienziati di Modena:

1) hanno scoperto il meccanismo con cui militari e civili si ammalano in seguito alle esplosioni ad alta temperatura. Nella legislatura passata la dott.ssa Gatti è stata - ed in quella attuale continua ad essere - consulente a titolo gratuito della commissione senatoriale sulle patologie dei militari reduci dalle "missioni di pace" (si paga anche le spese di trasferta). Grazie a loro, l'Italia è la PRIMA NAZIONE AL MONDO ad aver riconosciuta l'interazione patologica dei loro organismi con le nanoparticelle metalliche come causa di servizio per i militari malati. Prima quest’ultimi erano abbandonati a loro stessi e morivano misteriosamente di Sindrome del Golfo o dei Balcani, rovinando le famiglie per pagarsi le cure (che nessuno presta gratuitamente). Ora hanno la possibilità di veder risarcito - per quel che può risarcire il denaro - il proprio stato patologico;

2) hanno scoperto che le nanoparticelle sono in grado di entrare nel nucleo delle cellule dove sono potenziali "perturbatori" del DNA;

3) hanno scoperto che le nanoparticelle (e non solo le “nano”) possono entrare nello sperma e sono l'agente patogeno della “Burning Semen Disease”, malattia fino a ieri di origine ignota;

4) hanno scoperto che le polveri possono passare da madre a feto e possono provocare malformazioni la cui compatibilità con la vita dipende da numerosi fattori;

5) hanno analizzato molti alimenti ed integratori di uso comune ed hanno scoperto un pericoloso inquinamento da nanoparticolato in una buona percentuale di essi (vedi alcuni dei campioni analizzati:
www.nanodiagnostics.it/CiboPulito.aspx )

6) stanno lavorando per indurre i governi a legiferare per regolamentare l'uso di nanoparticelle ingegnerizzate negli alimenti. Antonietta Gatti è uno dei 17 esperti mondiali del campo (unica italiana), cooptata dalla FAO per studiare l'argomento. Da notare che non tutte le nanoparticelle sono bio-incompatibili, ma quelle formate da leghe metalliche sicuramente SI.

E’ paradossale come una ricerca scientifica tanto importante per il progresso ed il benessere della società, e che desta interesse internazionale, sia al contrario ignorata, e anzi addirittura osteggiata, nel nostro paese.

Vogliamo ricordare che "Nanopathology", trattato scritto dalla coppia di ricercatori per raccontare le loro scoperte in merito ai danni delle nanoparticelle sulla salute umana, è presente nelle biblioteche di università prestigiosissime come Harvard o come l'Imperial College di Londra, mentre due copie di questo libro sono finite addirittura negli Stati Uniti dietro richiesta di Jason Olive, un collaboratore di Barack Obama. Gatti e Montanari sono stati invitati due volte a Londra da Lord Morris of Manchester, una volta alla Camera dei Lord e una volta alla Società dei Chimici Britannici, a relazionare delle loro ricerche. Per l’autunno è prevista una presentazione dei loro risultati presso il parlamento francese. L’Università di Cambridge ha chiesto loro di scrivere un altro libro sulle loro scoperte.

Da ciò si deduce che sono molto apprezzati all'estero: sono, infatti, a capo di un gruppo di ricerca internazionale dalla Comunità Europea.

Nel Bel Paese AL CONTRARIO, l'unico atto di attenzione espressa verso i brillanti scienziati sembra quello di ostacolarli.

PERCHE' !?.......


RIBELLIAMOCI a QUESTA ASSURDA E IMMORALE INGIUSTIZIA !!!



Links per approfondimenti:

http://www.nanodiagnostics.it

http://it.wikipedia.org/wiki/Stefano_Montanari

http://www.stefanomontanari.net/


http://www.bortolanionlus.it/

http://www.ilconsapevole.it/autori/_stefano_montanari.php
http://www.openjournalist.com/cultura/scienza/ricerca-italiana-allavanguardia-sulle-nanopatologie-trova-spazio-nel-bel-paese http://mizcesena.blogspot.com/2008/12/intervista-stefano-montanari-scienziato.html
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Lavoratori della Maflow di Trazzano sul Naviglio (Mi) salgono sul tetto

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Rudy Mecca ha inviato un messaggio ai membri di CONTRO I LICENZIAMENTI, LOTTA DURA COME ALLA INNSE.

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Oggetto: Lavoratori della Maflow di Trazzano sul Naviglio (Mi) salgono sul tetto

MILANO - Alcuni operai della Maflow, multinazionale che produce tubi per il condizionamento delle vetture, in particolare per la Bmw, sono saliti all'alba di lunedì sul tetto della sede centrale dell'azienda a Trezzano sul Naviglio, in via Boccaccio 1, nel Milanese, mentre altri loro colleghi hanno presidiato l'azienda passando la notte all'interno e picchettando gli ingressi. L'obiettivo della protesta, spiega il sindacato di base Cub, è contestare la decisione della casa automobilistica tedesca di sospendere gli ordini a partire dallo scorso mese di dicembre. La società, già in amministrazione straordinaria in tutto il gruppo da maggio scorso, ha avviato la procedura per la vendita. «Bisogna innanzitutto che la Bmw ripristini gli ordini - ha detto Walter Montagnoli della Cub - e che il Ministero per lo Sviluppo economico emani le necessarie autorizzazioni per permettere la vendita dell'azienda»

LE COMMESSE - La Maflow è leader in Europa nella produzione di componenti per gli impianti di condizionamento delle principali case automobilistiche. Già di proprietà del fondo Ilp Italian lifestyle (Hirsch & co.), il gruppo ha tre siti principali: a Trezzano sul Naviglio, Ascoli Piceno e in Polonia. Lo stabilimento milanese lavora su commesse che per l'80% arrivano dalla tedesca Bmw. Il sindacato milanese dei metalmeccanici spiega che «nonostante la crisi del settore dell'auto, per il 2009 ci sono ancora ordini per 300 milioni, ma i debiti accumulati presso le banche (in particolare Intesa Sanpaolo e Banca Popolare) portano il fondo proprietario a decidere di mettere in liquidazione l'azienda che, il 30 luglio scorso, entra in amministrazione straordinaria». La Fiom ha precisato all'inizio delle agitazioni, in novembre, che «a detta dei commissari ci sarebbero quattro soggetti interessati all'acquisizione del gruppo, ma la presenza in Polonia di un grande stabilimento simile a quello di Trezzano e il fatto che l'area su cui sorge è già stata alienata e che l'immobile sia stato venduto ad una società del gruppo Unicredit sono delle pesanti ipoteche sul futuro del sito milanese». A tutto ciò si aggiunge che «Bmw ha recentemente deciso di spostare in Germania le commesse, che comunque sono sempre state evase puntualmente, nonostante la cassa integrazione straordinaria».

IN ATTESA DEL «TAVOLO» - Sul posto si è recato il vicesindaco Oliviero Camisani con l'assessore alle attività economiche, Sandro Napoletano e altri componenti della Giunta per confermare il sostegno dell'Amministrazione. Nei giorni scorsi, il sindaco Liana Scundi ha anche scritto ai suoi colleghi primi cittadini dei Comuni dove risiedono i dipendenti della multinazionale per chiedere loro di mettere in atto interventi di aiuto ai lavoratori. Si attende a giorni una nuova convocazione del tavolo istituzionale, costituito al ministro dello Sviluppo economico poco prima di Natale, al quale prenderà nuovamente parte anche il sindaco di Trezzano.



SULLA BACHECA DEL GRUPPO C'è IL LINK PER CONDIVIDERE!
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Solidarietà ai lavoratori in lotta, tutti a Brembio!!!

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lunedì 4 gennaio ore 5,45 tutti e tutte al picchetto! Nella serata di mercoledì 30 dicembre le forze dell’ordine caricavano un picchetto di lavoratori in difesa del posto di lavoro davanti ai cancelli della Fiege Borruso (logistica) nella zona industriale di Brembio in provincia di Lodi.Questo necessario momento di lotta era stato deciso dall’assemblea deilavoratori, in grande maggioranza immigrati, per impedire alla cooperativa del consorzio UCSA l’imposizione di un peggioramento delle condizioni di lavoro e salario e di un maggiore livello di precarietà per decine di lavoratori e lavoratrici.Durante l’aggressione a freddo alcuni di loro rimanevano feriti e contusi e, per coprire la violenza utilizzata, venivano anche arrestati e tradotti al carcere di Lodi, Miri, un lavoratore della cooperativa e Fulvio un delegato sindacale dello Slai Cobas con l’imputazione di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni!!!!!!!!I filmati girati dai lavoratori, che la stessa Rai ha fatto circolaredimostrano invece l’ infondatezza di queste accuse, dando il senso del livello di provocazione raggiunto e del clima politico generale chedeve spazzare ogni forma di resistenza dei lavoratori ai drammatici effetti della attuale crisi strutturale dell’organizzazione capitalistica del lavoro e alla volontà di farne pagare il peso ai lavoratori.Stamattina si è celebrato il processo per direttissima a Fulvio eMiri, processo a porte chiuse “difeso” all’interno dello stesso tribunale di Lodi da poliziotti in assetto antisommossa, alla fine del quale il giudice, per non smentire l’operato polizia, ha convalidato gli arresti ma ne ha sentenziato l’immediata scarcerazione rinviando il processo al 23 febbraio.Finito il processo, con un corteo alla cui testa c’erano i lavoratori in lotta, abbiamo attraversato le strade di Lodi per arrivare davanti alla prefettura, dove si è svolta una trattativa sul futuro dei lavoratori, nella quale la cooperativa UCSA ha cercato concedere qualche contentino ma, nella sostanza, ha confermato l’intenzione di applicare un abbassamento delle ore lavorate, dei livelli salariali e un buon numero di licenziamenti camuffati da uno spostamento a 70chilometri dalla sede.Dopo questa presa di posizione e di fronte all’atteggiamento della prefettura di Lodi di spalleggiare le politiche schiavistiche della cooperativa i lavoratori e le lavoratrici hanno confermato la decisione di continuare la lotta indicendo un picchetto per lunedì 4 gennaio mattina alle ore 5,45 davanti ai cancelli della Fiege Borruso.Invitiamo tutti e tutte a praticare la solidarietà di classe partecipando a questo picchetto, sottolineando che solo i rapporti di forza possono portare a reali miglioramenti alle condizioni di vita e di lavoro di ogni lavoratore. Con i lavoratori di Brembio in lotta ! La lotta paga !La solidarietà e la lotta sono le uniche armi in mano ai lavoratori! I compagni e le compagne del csa Vittoria.
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La 6° lettera di Chico Forti: un innocente condannato all'ergastolo!!

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Per quelli fuori da FaceBook che non possono interagire posto la 6° lettera di Chico al gruppo:Chico Forti: un innocente condannato all'ergastolo!! Per questo Natale vorrei poter scrivere una lettera personale ad ognuno di voi! Al vostro numero attuale, e scrivendone 100 al giorno, mi ci vorrebbero 19 mesi e 22 giorni!
Accumuno quindi gli auguri in questa mia VI lettera.
E’ tradizione trascorrere il Natale con la famiglia e gli amici piu’ intimi. Voi, da tempo ormai, siete diventati parte integrante della mia famiglia. Quando Andrea e Roberto, come vostri rappresentanti, verrano a visitarmi, daro’ loro un abbraccio onda da recapitarvi.
Andrea ha lasciato il lavoro e la sua compagna Lucila ( con supporto totale da parte di lei ) in Spagna, per venire a trascorrere il Natale con me a 6000 km di distanza. Roberto non finisce mai di stupirmi, ho il sospetto che abbia un parcheggio riservato qui fuori. Le guardie poi, quando lo vedono, gli danno grandi pacche sulle spalle, a riprova che gli italiani ( con qualche piccola eccezione…) sanno farsi ben volere nel mondo; altro che mafiosi!
Auguro a tutti gli amici vecchi e nuovi un océano colmo di gioia e l’auspicio di un anno nuovo ricco di belle sorprese, sottoscritto incluso!
Sono certo che il 2010 sara’ impregnato di note positive all’insegna del sorriso.
Mia figlia Jenna Blue, uno dei tesoro della mia vita, e da un mese tredicenne, mi ha riferito qualche giorno fa, che e’ stata eletta, all’unanimita’, presidente del comitato studenti della sua scuola. Questa notizia, aggiunta al conseguimento ininterrotto di pagelle perfette con tutte “A” ( che equivale al 10 nel nostro sistema scolastico ) mi ha riempito il cuore d’orgoglio. E’ scontato che io sia di parte nel giudicarla, pero’ sono stupefatto di quanti ostacoli sia riuscita a superare. Aveva tre anni, quando sono stato arrestato. Ha trascorso 10 anni senza papa’ al suo fianco. Ha dovuto sostenere le dolorose domande degli altri bambini sul fatto di avere il papa’ in prigione. Eppure invece di essere introversa e depressa e’ piena di gioia di vivere e continua ad andare avanti come una locomotiva…che sia il sangue italiano?
Al telefono le ho detto “ Jenna se continui cosi’ a breve diventerai il primo Presidente donna degli Stati Uniti! E lei con incredibile convinzione mi ha risposto: “ Certo papa’ sarebbe bello, pero’ non e’ possibile!” , “ Perche’ no? “ le ho chiesto ingenuamente, “ Perche’ dovrei rinunciare alla cittadinanza italiana, e questo non lo lo faro’ mai, perche’ voglio essere italiana come te! Papa’! “ Con un nodo alla gola ho cercato di continuare la conversazione dicendole, mascherando la emozione, che questa sua decisione mi faceva estremamente piacere. In quell’istante le sbarre che mi circondano non esistevano piu’ ed io ero in una nuvola di felicita’!
Sono privato della mia totale liberta’, pero’ e’ anche vero che mi ritengo fortunato di avere, nonostante l’incarcerazione, ancora l’amore dei miei figli e l’affetto di 60.000 amici.
So quanto stiate soffrendo con me e per me adesso che vi siete appasionati al mio caso.
E’ per questo motivo che voglio condividere fatti che potranno farvi sorridere ed essere felici con me e per me!
Gloria Guzzardi, una legionaria del gruppo, mi ha scritto recentemente! “ Le tue parole viaggiano tra ironia, sottigliezza, dolcezza, speranza, fiducia, tristezza, solitudine…. E tu lotti con il sorriso…”
Il momento in cui ho deciso ( e non e’ stato facile , credetemi! ) di scrivervi queste mie lettere aperte, mi sono ripromesso di evitare a qualsiasi costo l’ipocrisia. Ho cercato di descrivere, senza creare troppo dolore ( mia mamma e i miei figli leggono queste lettere ) le condizioni quasi animalesche di questo posto. Ci sono comunque dettagli che non posso menzionare, altrimenti avreste una finestra totale per sbirciare all’interno di queste mura.
Per tornare al mio crudo e tangibile diario, la noticia piu’ recente e che ancora una volta, ho un nuovo compagno di cella. Si chiama Demetric, pero’ il suo nome di battaglia e’ la lettera X che in americano si pronuncia “ ex”. Ex e’ un americano di colore con sangue indiano. Ha 33 anni ed un ciuffo di capelli bianchi nella parte alta della fronte.
Il mio vecchio inquilino, nel frattempo, si e’ trasferito al piano di sotto con suo papa’ Cesar nella cella 110. Era, inevitabilmente, il suo traguardo finale e sono felice per lui che c’e’ riuscito. Ex e’ l’opposto di Ricardo. E’, infatti, un cultore della magia nera, della pratica del voodoo e della interpretazione magica della numerología. Ha una collezione di oltre 20 libri tutti sull’occulto, e possiede degli ossicini di pollo, che porta sempre con se, per i suoi bizzarri rituali…
Ancora una volta fronteggio l’estremo. Sono passato da un cristiano fanatico che usa la bibbia come cuscino, ad un seguace di Lucifero.
Ex sta scontando due condanne a vita consecutive. Per delicatezza, ed anche perche’ qui non si usa molto, non gli ho chiesto che cosa avesse combinato per meritarsi una “doppietta”, cosi’ e’ chiamato qui il doppio ergastolo nel gergo locale!
E’ appena uscito dal “ pozzo “ dove e’ rimasto due anni in totale solitudine per aver pugnalato un altro detenuto….
Fermi tutti! Non vi spaventate! Ho scoperto che, in fondo in fondo, e’ uno stregone pacifico e , con me, gia’ va d’accordo. Non avendo potuto terminare le scuole medie e’ ansioso di imparare, ma si vergogna di esternare le sue carenze scolastiche. Io vedo quali sono le sue lacune principali e, con tatto, gli offro qualche suggerimento matematico, scientifico e geografico. La religione e’ tabu’!
Comunque, per rassicurarvi, come si e’ addormentato la prima notte, ho controllato e vi posso garantire che non ha la coda!
Nella cella c’e’ equilibrio, lui non cerca di farmi fare un patto con il diavolo e tantomeno io gli parlo di Gesu’bambino!
Per il momento conviviamo pacíficamente.
Ex ha il naso che gli cola costantemente ed i puristi cristiani capitanati da “ Chilito “ ne approffittano per dire che e’ la punizione divina per essere proselita del demonio.
Il nostro medico/veterinario locale, di visioni piu’ aperte e meno intransigenti, dice invece che si tratta di febbre da fieno e polline. Il problema di questa seconda ipótesi e’ che il fieno qui non c’e’ ed i pochi fiori che ci sono si possono contare sulle dita di una mano!
Malgrado la sua incompleta formazione scolastica, o forse proprio per quello, e’ un dibattitore capace. Si e’ letto un sacco di bibbie diverse, inclusa una traduzione letterale dall’aramaico, proprio per poterle confutare.
Ama giocare a scacchi con Leal e, tra una partita e l’altra, lo antagonizza sul contenuto della Bibbia.
Certo che sono proprio un bel tipo a parlare di questi soggetti nel periodo di Natale. Lo faccio perche’ vi ho promesso di non essere ipócrita. Voglio farvi vivere in prima persona l’ambiente che mi circonda, descrivendone gli inquilini ed, in particolare i miei compagni di cella.
Quando ti viene tolta la liberta’ devi cercare di mantenere uno scopo per vivere, di andare avanti indipendentemente da quanto impervio sia il cammino. Non mi ritengo un cristiano perfetto, perche’ credo in un Dio che ci ha fornito il discernimento tra il bene ed il male con relative conseguenze. Credo anche nel principio universale di causa ed effetto e credo che esista una ragione, anche se spesso recondita, per gli avvenimenti della vita. Riesco ad analizzare i miei primi 40 anni dove ho difficolta’ nel trovare una ragione per questo incubo!! Pur avendo setacciato il piu’ profondo del mio “ Io “ ancora non l’ho trovata! Al di la’ della facciata religiosa con la prospettiva di una vita eterna, permane un accanito attaccamento a questa breve, ma tangibile, vita corporale. Un frappe’ teologico del tipo “ meglio l’uovo oggi che la gallina domani! “. Di natura siamo peccatori, per questo preferiamo vivere intensamente gli anni che ci restano, procastinando il piu’ possibile il passaggio a miglior vita. Io, forse un po’ materialista, ho una gran voglia di vivere i piaceri che questa vita ci offre, sperando poi di poter fare un giro in barca, una sciata ed una bella mangiata anche in quella futura!
Lascio le meditazioni filosofiche per tornare alla mera realta’ della crisi economica che si sente, amplificata, anche qui dentro.
Hanno ridotto al minimo ( ed oltre) indispensabile tuti i badget, scuola, lavanderia e primo fra tutti, la mensa.
Ci hanno tolto completamente tutta la frutta fresca. Niente piu’ arance o mele ( anche se nane comparate alle nostre del Trentino!). L’unica verdura fresca e’ una mezza carota, una volta alla settimana. Hanno tolto il latte fresco e lo hanno sostituito con quello in polvere. Hanno tolto le uova fresche e le hanno rimpiazzate con un miscuglio che, una volta gettato nell’acqua bollente, si trasforma in fantomatiche uova strapazzate!
Chi ha studiato la nostra dieta attuale era un amante dell’amido, ma si e’ dimenticato totalente di fibre, minerali e vitamine.
I navigatori del Medioevo sono statu flagellati dallo scorbuto per aver passato mesi senza vitamina C. Noi corriamo lo stesso rischio 500 anni dopo nel paese che si e’ autoproclamato il piu’ civilizzato del mondo! Lo stesso paese che applica la pena di morte scrivendo ovunque “ in god we trust “ ( abbiamo fiducia in Dio! ).
A Babbo Natale, l’unica richiesta che ho fatto, e’ di regalare a questa nazione una macchina per l’esame di coscienza!
Un abbraccio coperto di neve! CHICO
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