Poste italiane e il conto corrente del PDL

Al numero 10806040 corrisponde un conto corrente postale particolare. È l’unico per il quale allo sportello non è previsto il pagamento di alcuna tassa o commissione. Almeno così è stato da maggio al 25 novembre scorso per più di un migliaio di operazioni. Il conto fa capo ad un’organizzazione che rientra nella categoria «Istituti ed Enti con finalità di assistenza e beneficenza». Quell’organizzazione si chiama Pdl: Popolo delle Libertà.
Se per Natale vi viene voglia di fare una buona azione e destinare qualche euro ad un’associazione di volontariato, impegnata magari nella lotta a qualche male incurabile, sappiate – ma lo saprete già – che inviare dei soldi con un bollettino postale costa 1,10 euro. Che sia per i terremotati d’Abruzzo, gli alluvionati di Messina, i bambini adottati a distanza, poco importa. La commissione o tassa viene richiesta – legittimamente – allo sportello. Solo se siete ultrasessantenni o se l’operatore è autorizzato la tassa può essere eliminata. Viceversa è lo stesso sistema operativo (PGO), cioè il computer, che applica automaticamente la tariffa al bollettino. Salvo in un caso, appunto. Quello del conto 10806040, intestato al partito del presidente del Consiglio e del quale l’organizzazione si serve per raccogliere le adesioni e le associazioni presso la sede di Via Ufficio del Vicario 49, a Roma.

Una stranezza che è stata segnalata
dagli stessi dipendenti delle Poste, che in uffici e regioni diverse hanno provato quello che stiamo raccontando. Trovatisi di fronte a neofiti delle Libertà, che volevano iscriversi al Pdl attraverso il modulo prestampato che si può scaricare anche sul sito del partito (www.ilpopolodellaliberta.it), gli ignari impiegati hanno pensato di aver sbagliato qualcosa nell’operazione. Hanno provato e riprovato più volte. Ma niente: nelle Marche, nel Lazio, in Toscana, sempre lo stesso risultato. Non paghi, e rispettosi della par condicio, i suddetti lavoratori hanno voluto verificare se anche il Partito democratico godesse dello stesso privilegio e hanno destinato qualche spicciolo (come si vede dalla foto) all’organizzazione guidata da Pierluigi Bersani. Con grande sorpresa, però, hanno scoperto che, seppur il Pd sia registrato nella speciale classificazione di Poste Italiane come «Ente con finalità di assistenza e beneficienza», come tutti paga la tassa.

Perché al Pdl è stato applicato lo sconto, se di questo stiamo parlando? O forse si è trattatto più semplicemente di un problema tecnico che si è prolungato per mesi? Ad ottobre il sito delle Poste è stato attaccato da hacker poi individuati. Qualche giorno dopo invece «anomalie derivate dall’aggiornamento della piattaforma tecnologica» hanno madato in tilt i titolari di Banco Posta. Alcuni – secondo Adoc il 70-80% dei 6,2 milioni di titolari di Postamat – hanno visto per un giorno i loro conti andare in rosso per migliaia di euro. Interpellata sulla questione del bollettino Pdl, l’azienda controllata dal ministero del Tesoro e dalla Cassa Depositi e Prestiti, ha risposto – mercoledì sera – che la cosa «non è possibile. Poste incassa sempre la tassa». Al massimo il Pdl potrebbe aver chiesto di accollarsi l’onere di tutti i bollettini e pagare dopo. Ai lavoratori però sembra strano che questo sia avvenuto fino al 25 novembre, mentre dal giorno dopo il sistema è tornato a chiedere un euro e dieci centesimi anche per le operazioni del conto 1080604

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