La 'Ser.In' licenzia 47 dipendenti I sindacati: "Fulmine a ciel sereno"

E’ giunta direttamente ai sindacati la comunicazione da parte della direzione dell’azienda di avvio della procedura di mobilità (cioè licenziamenti) per tutti i dipendenti che sono occupati nella sede di via Galvani a Pistoia.-Pistoia, 25 agosto 2009 - Aperta la procedura di mobilità per 47 dipendenti della Ser.In. srl di via Galvani. Lo comunica la segreteria della Filcams-Cgil.«Alla ripresa delle attività dopo la pausa estiva, una nuova crisi aziendale si profila nel nostro territorio nel settore dei servizi. Più del 90% del personale occupato sono donne.

E’ giunta direttamente ai sindacati la comunicazione da parte della direzione dell’azienda di avvio della procedura di mobilità (cioè licenziamenti) per tutti i dipendenti che sono occupati nella sede di via Galvani a Pistoia. I lavoratori, o meglio le lavoratrici, informati della notizia, sono caduti dalle nuvole, nessun segnale premonitore era giunto in tal senso.

Non più tardi di un paio di settimane fa avevamo contattato i vertici dell’azienda – afferma Fabio Capponi – per conoscere lo stato di salute ed eventuali problematicità visto la situazione generale di crisi, e nessun accenno era stato fatto sulla procedura di mobilità che oggi hanno attivato». L’azienda fornisce servizi di data entry in particolare ai gruppi bancari, e trae le sue origini da un’azienda storica del settore presente da anni sul nostro territorio.

Nata come Cetom srl si è sviluppata ad Agliana e fatta conoscere nel mondo bancario quando all’inizio del 2000 è entrata a far parte del gruppo Answers SpA dell’allora Salvatore Leggiero. Poi di nuovo un ulteriore passaggio e cambi di ragione sociale con l’ingresso nel Consorzio Eurocis, del quale fa ancora parte, che opera nello stesso ramo ma a livello nazionale, avendo sedi anche a Bologna, Milano, Palermo, Pisa e Roma.

«La comunicazione che ci è giunta lascia poco spazio ad interpretazioni e tocca esclusivamente la realtà sul nostro territorio e non le altre – prosegue Capponi – ma quello che più ci preoccupa è il fatto che ad essere interessato è tutto il personale nella sua totalità presente a Pistoia, nonostante la perdita di commesse che viene dichiarato essere la causa alla base della chiusura della sede di Pistoia, rappresenta solo una parte seppur consistente, delle lavorazioni svolte in via Galvani. Stamani alle 10 le lavoratrici si riuniranno in assemblea con le organizzazioni sindacali per decidere le azioni future.

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